E' veramente necessario fare questo? Scrivere il proprio nome in sovrimpressione per evitare di vedere le tue foto in un sito senza la scritta "foto di...."? Forse non ero stato abbastanza chiaro quando ho portato la pen drive con le foto al mio club. Non ho detto che per me la fotografia è "professione"e che per questo desideravo essere citato. Tra l'altro, prima di postare su flickr le foto relative agli incontri di tennis del mio club mi sono pure documentato. Essendo personaggi pubblici, gli atleti possono essere fotografati senza liberatoria. Io invece avevo chiesto solamente di aggiungere il mio nome. Mi serva da lezione.
www.flickr.com
Questo è un badge Flickr che mostra gli elementi pubblici recenti di Flickr. Crea il tuo badge qui.
Archivio blog
giovedì 5 giugno 2008
domenica 1 giugno 2008
De amicitia
Saepe accidit amicorum veterorum ut taedio afficias et plus eos vitios quam virtutes observas. Tum, cum magno ardore animi, te tradit novis amicis et cum eis multum tempum consumis. Laetor es vitaque magis pulchra apparet. Post multum temporem, tamen, indifferentiae novis amicis intellegit et eos esse semplices conoscentes colligit. Tunc ad veteros amicos redias et totum tuum tempum cum eos recurres.
sabato 24 maggio 2008
Siamo noi i colpevoli!
Liberatela! Lasciate che la signora Franzoni possa riabbracciare i propri figli. Non è giusto che marcisca in cella! Ha, "solamente", ucciso un figlio in un momento di rabbia, negato l'evidenza dei fatti, accusato ingiustamente persone innocenti, cercato di depistare gli inquirenti durante i rilievi dei RIS creando delle false prove. Siamo noi i colpevoli. Non è giusto che venga trattata male e non accettata dalle altre carcerate che le gridono: "assassina". Quale pericoloso precedente se mollassimo proprio adesso che il processo è definitivamente terminato! A parte questo, io parlerei di "mancanza di rispetto". Sicuramente nei confronti di chi soffre in galera per essere stato condannato ingiustamente o, peggio, in alcuni stati viene condannato a morte. Non è giusto nei confronti delle tante mamme che , ucciso il proprio bambino, non hanno resistito al dolore e alla vergogna e si sono tolte la vita. Non è giusto, principalmente, nei confronti del piccolo Samuele che aveva una lunga vita davanti a sè. E pensare che l'avremmo anche perdonata se avesse ammesso tutto fin dall'inizio, prima che pensasse con fredda deliberazione di mettere al mondo un'altra creatura. Meditate, gente meditate e prendetevi le vostre responsabilità, ma per favore abbiate il buon senso di non uscire fuori in piazza per manifestare con Amnesty International contro l'esecrabile pena di morte, perchè la negazione della giustizia è una colpa altrettanto grave.
domenica 18 maggio 2008
Il punto (con una lacrima sugli anni '80)

Ho scattato foto e ne ho guardato molte in questo periodo (mie e degli altri). Non ho scritto niente. Ho pensato molto. Ho fatto il cosiddetto "punto della situazione", guardando sempre avanti, senza recriminazioni sul passato (trappola mortale nella quale sono caduto tante volte nella vita). Certo, ho guardato tante foto del passato, ma questa è un'altra storia. Ho pensato tanto agli anni '80, classificandoli come "il mio medioevo". Voglio precisare una cosa. Nei secoli passati si è discusso tanto sul medioevo (quello vero) e lo si è rivalutato. Non più un periodo oscurantista, scevro di ingegno, ma un'era durante la quale l'uomo ha preparato il campo all'era illuminista (Jacques Le Goff). Ebbene, il mio medioevo, pardon gli anni '80, è stato molto denso di avvenimenti che hanno preparato il campo al mio futuro. Apparentemente, non è avvenuto niente di positivo, ma ho costruito "me". Purtroppo nel 1985 ho perso mio padre. Quante cose avrei voluto mostrargli di me! Tre mesi dopo la sua fine sono stato assunto alle poste (concorso nel quale credeva tanto, visto che i miei studi universitari andavano molto a rilento). Cinque anni dopo ho conosciuto la mia futura sposa che avrebbe apprezzato tanto, sicuramente. Chiusa parentesi. Nel 1985 ho "conosciuto" anche Stromboli. L'ile de Dieu, come scrisse Rossellini nel titolo del suo film. Ho cominciato da lì a conoscere il mondo e non virtualmente come si usa adesso. Ho cominciato a frequentare: i mille ceti, le mile razze, le mille teste. Anche il mio lavoro mi ha aiutato tanto in questo. Anche il servizio di leva. Già! Nel 1985 sono partito per fare il soldato. Quante cose in un anno! Fondamentale. Lì ho conosciuto anche i primi furbi, i primi ladri, i primi ruffiani, i primi culattoni. Ho conosciuto il mondo. Mio fratello mi aveva preannunciato che il servizio militare era un "microcosmo". Non c'era mio padre per le ultime raccomandazioni finali, quindi mi parlò lui. Certo, ho conosciuto la vita. Sono uscito per la prima volta da casa, lontano per mesi a centinaia di chilometri. Non ho avuto particolari traumi per questo. Vedevo tanti militari accanto a me soffrire tantissimo per la lontananza. C'era chi, per telefono, raccontava alla propria ragazza tutti i problemi perchè "era giusto che soffrisse insieme a lui"!. Si rideva tantissimo, però. Quello si. C'era quindi anche tanta spensieratezza. Si ascoltava tanta musica che mi è rimasta dentro per sempre. Chissà, forse perchè (lo ammetto) è stato un periodo indimenticabile.
martedì 25 marzo 2008
Sbadato. Ladro muore schiacciato dalla cassaforte
Notizia di stamane su TgCom. Anche il modo di fare giornalismo è cambiato, ma nessuno parla mai di malgiornalismo, specialmente in un paese dove non si può più neanche morire di morte naturale, perche sicuramente si è vittime di malasanità. Accorpare le notizie di un morto per overdose e di un seno rifatto è una cosa normalissima. Quanti secondi hai a disposizione per riflettere su ciò che di più brutto è accaduto? La notizia di stamane per me è un esempio di "malgiornalismo".Un ladro è morto schiacciato dal peso della cassaforte che stava rubando. Che c'è di strano nella notizia? L'ironia. Anche la morte di un ladro ha bisogno di dignità. Non si può scherzare sulla sua "sbadataggine".Non è un caso che questa notizia provenga da una testata berlusconiana. Non dimentichiamoci quando uno dei candidati alla presidenza ironizza sul precariato invitando una ragazza a sposare un ricco per risolvere i propri problemi. Di esempi ne potrei fare a bizzeffe. Certo, ci si può vantare il giorno dopo che il proprio sito sia stato visitato da migliaia di persone, che ormai leggono di sfuggita ogni notizia difficile, per poi soffermarsi più a lungo in quella "leggera". Ecco perchè la caduta di una cassaforte deve diventare un fatto comico, per cui riderci su, quasi come se fosse un cartone di Tom e Jerry. Oh si. Era un delinquente, un ladro. Possiamo riderci sopra, come fa Fiorello sulle disgrazie dei politici, dei calciatori o dei presentatori. Lascio il dibattito sul fenomeno ai sociologi. Io voglio solo lamentarmi che oggi si sia ironizzato su di un povero disgraziato che è morto mentre era "nell'esercizio delle proprie funzioni". Guarda! Ho ironizzato anch'io. Domani il mio blog avrà sicuramente più successo.
martedì 18 marzo 2008
Atlantide

Questa foto, come tante, ha bisogno di una canzone per rivestire un profondo significato, una serie di inebrianti sensazioni di tanti anni fa, quando dopo cena ci si riuniva e si parlava, si beveva (il famoso Gin di ginepro di casa di Vito), si brindava "a Nick" come in un indimenticabile film di Michael Cimino, si suonava una serie di brani, a scaletta, perchè erano le canzoni che amavamo di più (non le solite che vogliono sentire gli amici quando si è tutti attorno ad un fuoco e tu sei l'unico disgraziato che sa suonare la chitarra e sei costretto a prostituirti, perchè suoni anche le canzoni che ti fanno schifo). Poi, ad un tratto, non importa da chi venisse l'iniziativa, cominciava come da magia un arpeggio, un accordo in fa maggiore e le due chitarre suonavano all'unisono. Sembrava l'arrangiamento originale (non serviva aver bevuto per crederlo). Atlantide. Grazie Marco, grazie Vito. Grazie per quei momenti, e , tutti insieme: "Grazie Francesco"
Atlantide (Francesco De Gregori)
Lui adesso vive ad Atlantide
con un cappello pieno di ricordi;
ha la faccia di uno che ha capito
ed anche un principio di tristezza in fondo all'anima.
Nasconde sotto il letto un barattolo di birra disperata
e a volte ritiene di essere un eroe.
Lui adesso vive in California
da sette anni sotto una veranda ad aspettare le nuvole;
è diventato un grosso suonatore di chitarre
e stravede per una donna chiamata Lisa.
Quando le dice: «Tu sei quella con cui vivere»
gli si forma una ruga sulla guancia sinistra.
Lui adesso vive nel terzo raggio
dove ha imparato a non fare più domande del tipo:
«Conoscete per caso una ragazza di Roma
la cui faccia ricorda il crollo di una diga?
Io la conobbi un giorno ed imparai il suo nome
ma mi portò lontano il vizio dell'amore».
E così pensava l'uomo di passaggio
mentre volava alto nel cielo di Napoli:
«Rubatele pure i soldi, rubatele anche i ricordi
ma lasciatele sempre la sua dolce curiosità.
Ditele che l'ho perduta quando l'ho capita,
ditele che la perdono per averla tradita».
Le mani avanti
Qualche giorno fa ho insegnato a mio figlio a mettere le mani avanti per evitare di sbattere la faccia. Mio padre l'ha insegnato a me. Ogni padre lo insegna al proprio figlio. Imparerà da solo a mettere le mani avanti per giustificarsi. Questo non devo insegnarglielo. Dipenderà dal carattere, dal modo di porgersi agli altri, quando capirà che è difficile mantenere quello che si promette. In questi giorni di campagna elettorale, facce sorridenti e rassicuranti promettono, presentano programmi o, addirittura,strappano i programmi altrui. Silvio Berlusconi in questi giorni ha cominciato a parlare di "difficile eredità della sinistra", di periodo difficile a causa della "recessione americana che investirà anche noi". E'chiaro che ha intuito di potere vincere le elezioni, ma ha cominciato a mettere le mani avanti. Mi rendo conto che i tempi non sono facili. Speriamo che chiunque vinca le prossime elezioni si sbracci le maniche per lavorare sodo come fa ogni italiano. Non abbiamo bisogno di giustificazioni, di mani avanti. Abbiamo bisogno solo di sentirci governati bene, per non continuare a "cadere", visto che siamo in discesa libera.
sabato 15 marzo 2008
Protesto, ergo sum

"Che ti lamenti a fare? Qui non cambierà mai niente". Solita frase fatta ed inconcludente. Non dimentichiamo che la protesta moderata è un'azione civile. Perchè rinunciarci a priori? Intendiamoci. Non è un invito a sbraitare e litigare per un parcheggio, mettendo a repentaglio la propria e l'altrui incolumità. Perchè invece non iniziare un'azione silenziosa e non violenta? Un semplice gesto potrebbe quantomeno fare riflettere qualcuno. Un biglietto nel parabrezza. Un semplicissimo biglietto con una semplicissima frase: multa simbolica. Non occorre attrezzarsi di chissà cosa. Basta un pezzo di carta, anche riciclato, ed una penna e si lascia lì, sotto il tergicristallo della macchina dell'incivile di turno.
venerdì 14 marzo 2008
giovedì 13 marzo 2008
mercoledì 12 marzo 2008
Attori incompresi

Che Fiorello sia un grande showman è arcinoto. Io ed i miei abbiamo riso con le lacrime agli occhi, ascoltando degli spezzoni della sua trasmissione durante il nostro indimenticabile viaggio dell'anno scorso in Umbria. Dopo il successo delle imitazioni di Bongiorno, Camilleri e Califano, quest'anno è la volta della caricatura di Toni Sperandeo, che viene rappresentato come un attore in cerca di una nuova identità, perchè desideroso di scrollarsi definitivamente di dosso il clichè di "attore solo buono per fare il mafioso". Un Toni Sperandeo che si sente incompreso, perchè i registi non si rendono conto che "lui è un attore che può ricoprire qualsiasi ruolo". Ebbene, Fiorello ha l'abitudine di invitare le proprie "vittime" durante la trasmissione radiofonica. Sperandeo ha accettato l'invito e, sicuramente per divertire il pubblico, ha cominciato ad uscire fuori una serie di frasi e doppi sensi di innegabile cattivo gusto, mettendo in mostra la parte peggiore della propria palermitanità. A chi è servito? Cosa cambierà per lui? Sicuramente a qualcosa è servito. Gli ascolti della trasmissione andranno sempre meglio, perchè ormai il trash fa sempre più audience, continueranno a dare all'attore sempre il ruolo di cattivo mafioso o di duro poliziotto del sud, mentre lui continuerà a sentirsi "eterno incompreso". Poi, ogni radioascoltatore, "che intende ciò che vuole intendere e che vuol capir quel che gli conviene", sarà felice di poter pronunziare l'acronimo: SVQP. Cioè: Sono Volgari Questi Palermitani. Peccato. Un'occasione perduta per tutti.
domenica 9 marzo 2008
8 marzo festa delle donne
venerdì 7 marzo 2008
Un altro giorno è andato.......

Sta finendo anche questa settimana......... Due frasi. Due autori: Francesco Guccini e Lucio Dalla. Due grandi. Prendo spunto, constatando che il tempo passa velocemente. Questa settimana mi sembra di non avere fatto niente d'interessante. Magari gli altri diranno che non è vero e li ringrazio. Ho sbrigato qualche pratica in ufficio, aiutando qualche persona in difficoltà. Non ho giocato neanche un giorno a tennis e questo è grave. Ho perso qualche grammo ancora di peso. Ho cercato di consolare il piccolo che la notte sogna "i mostri". Beh, qualche cosa l'ho fatta. Domani è l'8 marzo ed è la festa della donna, ma io ricorderò che 23 anni fa mio padre se ne andava. Caro papà, come vedi in ventitrè anni ho fatto tante cose. Ho una moglie e due figli, ho un lavoro e sto a lamentarmi come tanti per le tasse, la vita troppo cara ed il traffico. Ma principalmente, mi lamento, stupidamente lo riconosco, dello scorrere inesorabile del tempo. Ciao.
Così è la vita
lunedì 3 marzo 2008
Non prendeteci in giro
Per favore non prendeteci in giro. Non nascondete l'evidenza. Tutti sanno che siete stati voi ad uccidere per motivi superficiali. Perdonare? Mai. Non si può perdonare chi uccide un bambino che non crescerà mai. In quest'era di disordine, vorrei che introducessimo un nuovo reato. La pena dell'ergastolo per chi vieta ad un bambino di crescere, per chi toglie dei bambini al nostro paese, alla nostra società ormai piena di anziani. La pena recuperatrice, non me ne voglia Cesare Beccaria, applichiamola per i reati minori. Costruiamo un nuovo monumento, più grande di ogni altro, che rappresenti l'infanzia violata.
Per favore non prendeteci in giro. Non nascondete l'evidenza. Tutti sanno che siete stati voi ad uccidere per motivi superficiali. Perdonare? Mai. Non si può perdonare chi uccide un bambino che non crescerà mai. In quest'era di disordine, vorrei che introducessimo un nuovo reato. La pena dell'ergastolo per chi vieta ad un bambino di crescere, per chi toglie dei bambini al nostro paese, alla nostra società ormai piena di anziani. La pena recuperatrice, non me ne voglia Cesare Beccaria, applichiamola per i reati minori. Costruiamo un nuovo monumento, più grande di ogni altro, che rappresenti l'infanzia violata.
giovedì 28 febbraio 2008
Non ho voglia di sorridere dopo il ritrovamento dei due fratelli di Gravina. Non si può morire così a causa della cecità dei "grandi". La verità è sempre così semplice che ogni essere umano cerca di complicarsela. E pensare che erano a pochi passi da casa. Sembra, tra l'altro, che un bambino abbia parlato ad un funzionario di polizia dell'esistenza di alcuni pozzi dove i bambini si recavano per dimostrare ai coetanei di "essere coraggiosi". E pensare che ci si è accaniti così tanto contro un "genitore violento e cattivo". Ormai, secondo alcune trasmissioni televisive, non si può cadere dentro un pozzo, non si può scivolare. Si è stati sicuramente rapiti. L'audience ci obbliga ad immaginare un bambino scomparso in qualche città lontana migliaia di chilometri da casa, in compagnia di chissà quale orca cattiva desiderosa di un figlio proprio o di chissà quale pedofilo. Ma sono in fondo ad un pozzo. Un bellissimo film che ho visto più volte e rivedrò chissà quante volte: Il silenzio degli innocenti. Il dottor Lecter aiuta Clarissa nelle indagini, suggerendole che la prima vittima di un serial killer è sempre il primo oggetto dei suoi desideri repressi. Quindi: la scoperta della verità nasce dalle considerazioni più semplici. Purtroppo a Gravina, evidentemente, quel film non l'hanno mai visto.
lunedì 25 febbraio 2008
Stasera ho ricevuto elogi da parte di due maestri di tennis per qualche bel colpo. C'è chi paragona i complimenti dei maestri di tennis a quelli delle prostitute, che gratificano il cliente "per le prestazioni", cercando di arruffianarselo. Io non sono così scettico, non amo generalizzare e poi sono veramente soddisfatto di come ho giocato, sebbene abbia commesso anche errori grossolani. Sufficienza piena.
domenica 24 febbraio 2008
lunedì 18 febbraio 2008
Perchè il vulcano attivo? Sicuramente è un simbolo. Quello che sono: uno che pensa tanto, che parla molto, ma che agisce con molto disordine perchè non ha una "scaletta". Ecco il vulcano allora, che erutta, che getta la lava attorno a sè, ma, purtroppo ed inevitabilmente, in maniera molto disordinata e scomposta. Questo spazio diventa quindi un tentativo di ricerca nel trovare un po' di ordine, nel cercare cosa fare o cosa tralasciare nell'arco della giornata che, dico sempre, dovrebbe essere di 48 ore. Ho ricostruito da poco alcune mie priorità, dopo un periodo di maggiore disordine, di maggiore "attività stromboliana". Ho ripreso la fotografia che avevo abbandonato, gioco di più a tennis e cerco sempre di migliorarmi.
Iscriviti a:
Post (Atom)

