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Archivio blog

lunedì 9 novembre 2009

Imparate dagli angeli!


Imparate dagli angeli, uomini d'Europa, a portare la croce. C'è chi è morto sopra di essa, c'è chi la porta sulle spalle, c'è chi muore nel suo nome ogni giorno. Imparate che non pesa, come vorreste fare credere. C'è chi in suo nome si sacrifica, in silenzio. Imparate che non sarà un chiodo non più appeso ad un muro a cancellarne il profondo significato. L'importanza di un mondo sempre più cosmopolita non deve far dimenticare le proprie radici. Il rifiuto di un periodo nero come quello delle assurde crociate, contro un mondo diverso che non fosse quello cristiano, o, peggio ancora, l'assurda shoah, non deve portare, come una sorta di legge del contrappasso, ad un pecorismo da parte del mondo occidentale nei confronti di chi viene benevolmente accolto nei territori del vecchio continente, dove ottiene gli stessi diritti di qualsiasi cittadino europeo. Dispiace sottolineare quanto manchi in Europa un'identità di continente, nel momento in cui, tra l'altro, non viene menzionata nella carta europea la parola "Cristianesimo" (vedi: http://www.identitaeuropea.org/archivio/articoli/zenit_cristianesimo.html). Positiva la reazione in Italia, dove anche Vittorio Sgarbi afferma che anche un ateo del nostro paese può affermare con orgoglio di essere un "ateo cristiano".

domenica 7 giugno 2009

Velina mancata

Penso che oggi sarebbe stata una velina. Penso che avrebbe fatto qualche calendario. Penso che è meglio così che parlamentare. Penso che anche oggi è molto sexy. Preferisco che faccia parlare il suo corpo e che non parli di politica. Alessandra, ti amo!

lunedì 25 maggio 2009

La mia mamma


La mia mamma ha quasi ottantotto anni. Ancora salta come un grillo. Si arrabbia quando "non le facciamo fare qualcosa". E' felice quando mi può fare il caffè. Mi saluta ogni sera, come se fosse l'ultima. Si preoccupa quando stiamo male. Non si preoccupa mai quando sta male lei. Prega sempre per tutti. Mi perdona sempre quando sono troppo nervoso. Non ha mai chiesto niente per sè. Ha sempre dato tanto a tutti e disinteressatamente. E' incapace di non amare.

domenica 24 maggio 2009

Il momento del Rosario


Prima classificata. Per chi non lo sapesse, questa è la mia mamma che nell'ottobre del 2007 ha pazientemente posato per circa mezz'ora. Questa è una delle tante foto di quella serie. Con la foto "Preghiera della sera" invece avevo partecipato ad un altro concorso. Ho lavorato ovviamente a mano libera in condizioni di luce scarsissima con una sensibilità di 800 Asa. Mia madre a giorni compirà 88 anni e gode di ottima salute.  

venerdì 22 maggio 2009

Ci sono anch'io con cinque opere

sabato 2 maggio 2009

Controcorrente


Un'emittente televisiva locale stamane parlava delle nefande gesta dei palermitani, che per il primo maggio hanno praticamente riempito di rifiuti sia la Favorita che la spiaggia di Mondello. Una rete Mediaset, al contrario, ha parlato dell'estate precoce e della stagione balneare praticamente già iniziata. Sono state intervistate molte persone distese al sole sulla spiaggia di Mondello. Tutti felici, tutti già abbronzati, nessuno che parlava dei rifiuti maleodoranti e delle cartacce sulla spiaggia. Strano che una volta tanto si parli in positivo della nostra terra, nel momento in cui di positivo non c'è niente e, al contrario,  c'è sempre più bisogno di lamentarsi e  protestare. Strano che si continui a ritenere che nel momento in cui la Società Italo-Belga non si dovesse più interessare del controllo e della manutenzione della spiaggia in estate, Mondello possa essere paragonata un giorno a Rimini e Riccione. Strano che si dimentichi che purtroppo  nella splendida Palermo abitino i meno splendidi palermitani, per i quali casa propria deve splendere, ma al di fuori della porta di casa tutto può tranquillamente crollare.

martedì 28 aprile 2009

Il nido


Vorrei essere quell'uccello caduto dal nido
Vorrei andarmene senza avere conosciuto la vita
Ma sono troppo grande per cadere
Ma sono troppo grande per morire

domenica 26 aprile 2009

Il concetto di eroe


"Eroe è chi riesce sempre ad essere coerente con sè stesso", diceva Ambrogio Fogar. La sua coerenza gli ha causato una totale infermità che lo ha portato prematuramente alla morte. Durante il raid Parigi-Mosca-Pechino nel 1992, uscì fuori strada con la sua macchina, rimanendo miracolosamente in vita, ma, nello stesso tempo, totalmente paralizzato. Negli anni passati aveva fatto il giro del mondo in barca a vela in solitario, poi l' impresa verso il Polo Nord in slitta, assieme al fedele cane Armaduk. Pur rischiando la vita, voleva provare sempre nuove esperienze, nuovi rischi. Molti di noi ritengono che in questi casi occorra parlare più di incoscienza che di eroismo. Le frasi comuni sono  sempre le stesse: "Ma chi gliel'ha fatto fare!", oppure "Peggio per lui". Giudizi sin troppo semplicistici che fanno male anche al sottoscritto, nemico persino degli scivoli degli acqua-park. Nessuno giudichi, anche perchè molti eroi passati alla storia, eroi non lo furono affatto e alcuni lo furono solamente per caso. Giudicare o meno una persona "eroe", quindi, non è affatto facile. Eroe è chi riesce ad affrontare con santa pazienza qualsiasi avversità che si presenta nella vita. Eroe è chi si trova a combattere e non si tira indietro. Eroe è chi sacrifica sè stesso per gli altri. Eroe è chi eroe non si sente. Forse, forse, l'indimenticabile e coerente Fogar un po' incosciente lo era, ma affrontando la sua lunga malattia è divenuto un eroe.


Nella foto Filippo, il nostro piccolo eroe di casa. Da più di dieci anni soffre di una tosse persistente e di origine ancora sconosciuta. Studia con profitto e gioca con tutte le piattaforme, come se il suo malessere neanche gli appartenesse.

domenica 12 aprile 2009

Il saluto


Ricordo un film. Miracolo a Milano di Vittorio De Sica. Un film fantastico, in tutti i sensi. La scena che voglio rammentare  è quella in cui un giovane gioioso vuole esternare la propria felicità a tutto il mondo, salutando chiunque incontri. Un signore sorpreso e pieno di sè gli risponde indispettito  che non ha senso salutare chi non si conosce. Quante volte è capitato anche a noi di salutare  con grandi sorrisi uno sconosciuto? La risposta che abbiamo ricevuto : "Ma noi non ci conosciamo!, oppure "Guardi che ha sbagliato persona!" E magari dobbiamo chiedere anche scusa. Si, perchè siamo stati inopportuni. Si dimentica che il saluto è come il sorriso. Non si rifiuta mai ed è buona educazione rispondere. In Baviera rimasi sorpreso dal fatto che qualsiasi persona si incontrasse, si salutava anche  con un bel sorriso. Per me era una novità. Nessuno si infastidiva.  Allora sono arrivato ad una triste conclusione: dalle nostre parti si compiono dei gesti,  che da altre parti sono naturalissimi, solo se giustificati.  Salutiamo: moglie/marito e figli, il vicinodi casa, il collega di ufficio, la cassiera del supermercato. Non salutiamo: il padrone del cane che annusa il nostro, lo sconosciuto in palestra, lo sconosciuto negli spogliatoi, il compagno di club che ancora non ci hanno presentato, ecc.  Accetto, volentieri, smentite. Arrivederci a tutti!

mercoledì 8 aprile 2009

Il balcone


La nostra infanzia è un balcone dal quale puoi vedere il mondo, da dove puoi vedere i bambini lì sotto giocare, ma tu non puoi scendere. Quel balcone, pensaci, è il primo banco di prova della tua curiosità, ma anche della tua fantasia. Puoi pensare: sono solo, mi sto annoiando. Ma quel balcone è importante per il tuo futuro. Tutti, da bambini, ci siamo affacciati da lì. Tutti ne abbiamo nostalgia. Tutti vorremmo ritornarci.

lunedì 6 aprile 2009

Eppur si muore

Dal 1633 al 2009 non è cambiato niente. Ogni teoria scientifica  utile per il bene dell'umanità non solo non è riconosciuta ma viene anche combattuta. Grazie a Dio, tutti coloro che sarebbero stati perseguiti e puniti con la morte quattrocento anni fa, adesso se la cavano con una semplice denuncia e fortunatamente Giuliani non sarà costretto ad abiurare. Centinaia di morti e migliaia di persone che hanno perso ogni cosa vogliono giustizia.

sabato 4 aprile 2009

Emilio Fede giornalista sportivo

Emilio Fede: "Santità, vittoria facile?"
Il presidente: "Col cavolo! Meno male che mi sono accorto che il giudice di sedia e i giudici di linea erano tutti comunisti e li ho fatti sostituire!"

San Silvio da Arcore

Avendo ricevuto molte critiche per  l'immagine di Berlusconi-diavoletto, oggi ho pensato bene di santificare il nostro presidente.

giovedì 2 aprile 2009

Im Westen nichts Neues (Niente di nuovo sul fronte occidentale)


Qual'è il nostro Ovest? Qual'è  il luogo dove ci hanno ordinato di andare a combattere? Poco importa. E' stato chiesto chi volesse offrirsi volontario ed abbiamo fatto a gara a chi alzasse per primo il braccio, con perentorio entusiasmo. "Non chiedo dove!" disse il Generale Cascino prima della battaglia che lo portò alla morte. Ecco cosa ci frega: l'entusiasmo. "Ma si! Ci vado io!" "Ma si, lo faccio io!" "Se non si fa avanti nessuno............io!". Allora, si parte. Si combatte ogni giorno, sempre con più entusiasmo, con sempre più crescente spirito di sacrificio, si cerca di sovrastare anche l'ostacolo più alto e portare a forza il fardello sempre più pesante. Fino a che........... In battaglia c'è la morte. Il ritorno a casa è un terno al lotto. Ti resta la medaglia, ma neanche la potrai vedere al petto del tuo bambino. E nella vita di ogni giorno? Qual'è la morte che spetta a quell'ignoto che alzò il braccio per primo, mentre gli altri si giravano per guardare da tutt'altra parte? Ognuno ha la sua, di morte. Chi cede il proprio posto ad una persona che, senz'arte nè parte, subentra, trovando la cosiddetta "tavola apparecchiata" in un ufficio, dopo tanti anni di sacrificio. Chi trova veramente la morte perchè sostituisce, per fare un favore, un amico nel suo turno di lavoro. Chi si fa interrogare volontariamente a scuola e viene bersagliato dall'insegnante con le domande più difficili. Qual'è allora la soluzione? Non alzare mai il braccio? No, non ne saresti capace. Il ruolo da comprimario non è fatto per te. Subirai quello che accadrà, ma non devi rattristarti, non devi pensare di essere un "fesso". Hai una dote che non è per tutti: l'entusiasmo. E' un dono che hai avuto dai tuoi genitori. Devi però pagarne le conseguenze, perchè è un gran dono. Cristianamente è molto bello. Diceva San Paolo: "Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede." Quindi, se credi in quello che fai, se pensi che sia giusto, vai. anche se all'Ovest non ci sarà per te niente di buono.

Fischi per fiaschi


La figlia: "Mamma, ho visto Victoria da vicino. E' piena di rughe!"
L'anziana madre: "Che è novità? Sotto la gonna è piena di rughe"
La figlia: "Mamma! Quelle non sono rughe!"


Certa televisione di oggi è peggiore dell'avanspettacolo di tanti anni fa. Senza donnine nude non si va in onda, però abbiamo imparato tutti che il sovracoscia non è un pezzo  prelibato di carne, ma una parte anatomica del più bel mercenario della televisione europea: Victoria Silversted.

Il corpo di un uomo morto è l'unica verità inconfutabile sulla sua storia passata


Un'altra pillola di saggezza del mio compianto padre. Ogni volta che prendeva in mano il "Giornale di Sicilia" diceva: "Vado a guardare chi è morto (i necrologi). Le altre cose sono solo fesserie ." In effetti, ogni quotidiano ha una serie di articoli, scritti da un giornalista, più o meno bravo, che deve necessariamente, come si suol dire  (frase usata in cucina  quando la salsa è risultata troppo densa per eccessiva cottura): "Allungare u sucu". Da una parte abbiamo, ad esempio, un morto assassinato e dall'altra: quello che ha detto il vicino di casa che non ha visto niente, il carabiniere che dice e non dice per via delle indagini in corso, il passante che ha visto tutto ma racconta la metà dei fatti, ecc,ecc..... Quindi, per il povero cronista occorre usare la fantasia. Elemento necessario ed importantissimo per svolgere i temi, come diceva mia madre quando andavo a scuola. Sulla morte di un uomo, di conseguenza, possiamo dire tutto quello che vogliamo o che possiamo, ma l'unica realtà è la presenza di un cadavere. Lì non ci può inventare niente nessuno. Figuriamoci sulla storia di un uomo. Tante persone possono giurare che fosse un brav'uomo, senza peccati, che fosse incapace a far del male anche ad una mosca. Altri giurerebbero il contrario, ma...... "a verità a sapi sulu u Signuri" (altra citazione delle nostre parti). Quindi, per non dovere scomodare necessariamente il Padreterno, accontentiamoci dell'unica realtà conosciuta: la presenza del morto. Che sia morto è sicuro. "Cu tu risse?" "C'è scritto nnò giurnale". Casomai, possiamo evitare di dover credere per forza  che il Cavalier Tizio che è mancato all'affetto dei suoi cari fosse "uomo pio e dedito al lavoro e alla famiglia", quando tutti sapevano che avesse una doppia vita e che bestemmiava sempre perchè odiava il lavoro.

martedì 31 marzo 2009

Eccomi qua........

Ringrazio il mio amico Agostino Randazzo per la fotografia.


domenica 29 marzo 2009

Scoop: Dicono che sia il vero padre di Arisa



sabato 28 marzo 2009

In fondo è un buon diavolo

domenica 22 marzo 2009

La miseria (non quella vera)


"Non ti addormentare che le scarpe mi prendo!" Diceva il bambino ad un soldato americano ubriaco. Il soldato si addormentò e il bambino le scarpe si portò. Non è una favola, ma un fatto realmente accaduto a Palermo, dopo lo sbarco degli alleati. E' solo un esempio per introdurre l'argomento, perchè mi ricordo di questa storia, raccontatami da mio padre. E' nota la famosa espressione "togliere le scarpe mentre uno cammina", che equivale ad attribuire astuzia o furbizia a qualcuno. In Sicilia è un complimento. Che strano (o forse non lo è), da noi l'unità di misura dell'intelligenza è la furbizia. Un mio amico  l'altra stasera ha fatto presente al commesso di un ipermercato che aveva battuto per errore lo scontrino per la metà del prezzo. Mio figlio ha trovato un portafogli pieno di  soldi ed abbiamo messo a ferro e fuoco la città per restituirlo alla legitttima proprietaria, tra l'altro riuscendoci. Per alcuni non siamo furbi. Di contro, c'è chi non restituisce un "resto" esagerato e dice, soddisfatto: "Peggio per lui che ha sbagliato" Ma, in fin dei conti, non ti accorgi che dài l'autorizzazione al tuo prossimo di fare lo stesso con te?. Cosa dirai allora? "Mi sono fatto fregare", oppure, "Sono stato un fesso!". Da cosa nasce tutto questo? Dalla miseria, questo è ovvio. La miseria è una cosa tremenda che noi siciliani ci porteremo dentro a vita sotto forma di incubo. Fossimo anche ricchissimi o "importanti" per una invidiabile posizione sociale, dobbiamo prenderci qualcosa a "suvicchiaria!. Mi ricordo uno splendido, ma drammatico, film di Luis Bunuel che ho visto tantissimi anni fa. In esso la miseria era splendidamente rappresentata con una magistrale regia. La miseria portava a rubare, ad uccidere, a rinnegare se stessi, ma era autentica, cruda. San Tommaso definiva la povertà come la mancanza del superfluo, e la miseria come la mancanza del necessario. Ma quale necessario ci manca che oggigiorno abbiamo tutto?  Intendiamoci, non parlo di chi sta veramente male, ma di chi ha da sempre l'abitudine di "chiancere miseria!". Purtroppo la miseria è nel DNA. E' una paura di tipo animalesco. Mio padre mi diceva: "Se dai a mangiare ad un cane per tutta una giornata, lui si ingozzerà fino a stare male, perchè non sa se nei giorni a venire troverà cibo ed allora si deve cautelare". Ma a scuola non ci hanno insegnato che noi esseri umani abbiamo il dono della ragione? Evidentemente.........


sabato 21 marzo 2009

Povero Pippo come ti sei ridotto!


Ecco a voi Pippo Baudo. Cammina con le gambe aperte per prendere in giro Arisa davanti tutta l'Italia. Se fosse stato lui a  proclamare la  vittoria dell'interprete di Sincerità, sicuramente non l'avrebbe fatto. Questa si chiama "vendetta trasversale", che nel calcio prende il nome di "fallo di frustrazione". 

giovedì 19 marzo 2009

Montecitorio: via al voto con le impronte digitali

martedì 17 marzo 2009

Quando rivedremo un operaio sorridente?

Ringrazio il dott. Claudio Maggiore per il palloncino e l'elmetto da lavoro.

venerdì 13 marzo 2009

Post scriptum


Due giorni dopo il mio post sulla "merda d'autore" ecco che alla "Vita in diretta" ne parlano Lamberto Sposini e Vittorio Sgarbi. Sono veramente contento che abbiano preso spunto dal mio blog e li ringrazio di cuore. A proposito (scherzi a parte), racconto brevemente per quale motivo durante la sopracitata trasmissione si è parlato della famosa opera del maestro Manzoni. Una signora che ha perso ben 14.000 € che aveva investito in una "index"( emessa da Lehman Brothers)  propostale da  un promotore della sua banca, ha perso tutto il capitale. Vittorio Sgarbi le sta dando una mano per vendere il suo preziosissimo e personalissimo prodotto intestinale per recuperare un po' di denaro, basandosi sulla prima legge di economia: sono i cretini che regolano i principi della domanda e dell'offerta. Spero per lei di riuscire nell'intento. Con l'occasione rammento a tutti la famosissima barzelletta sui tanto sfottuti carabinieri. Qual'è il cervello più caro? Quello dei carabinieri. Perchè non sapete quanti carabinieri ci vogliono per arrivare ad un chilo di cervello? Ho tanti amici carabinieri che stimo tantissimo. Preferisco dirottare la barzelletta verso tutti coloro che sono ancora convinti che si possa avere tra gli amici un promotore finanziario. La morale di questa storia, comunque, è: "C'è tanta gente che ti costringe a vendere la tua, dopo che ti ha riempito fino al collo, uscendone però pulita"

Falsità sulla crisi


Da una trasmissione di Giuliano Ferrara su Radio 24: "La crisi sta investendo il mio settore, mentre, al contrario, i lavoratori stanno avendo benefici dalla recessione" , afferma un imprenditore. Falso, falso, falso, falso, falso. Ogni imprenditore vive grazie alla collaborazione di decine, centinaia, migliaia di lavoratori (in proporzione alla grandezza della propria impresa).  L'imprenditore se non vuole fallire deve tagliare. Tagliare equivale a licenziare. L'imprenditore deve licenziare. L'imprenditore se non licenzia è un imbecille. L'unico che può essere licenziato è l'operaio. L'operaio viene licenziato. Fine della teoria: durante la recessione, l'imbecillità di un imprenditore si misura dal numero degli operai che non verrnno licenziati. Di conseguenza, come fa una recessione a danneggiare in prima persona gli imprenditori? Ogni giorno, leggendo qualche notizia di borsa, mi colpisce sempre la solita frase: "La flessione che ha investito il titolo XXXX porterà al licenziamento di 3000 persone. In media 3000 persone hanno 2 figli a testa. Che tipo di benefici avranno i 6000 ragazzi che devono mangiare e costruirsi un futuro con un padre licenziato o cassintegrato? Vuoi vedere che la colpa della crisi è dei lavoratori? Ma una cosa è sicura, per concludere. La crisi, o recessione che dir si voglia, sta facendo bene, e non poco, a centinaia di giornalisti che ogni giorno scrivono, scrivono, scrivono. Ma che cosa scrivono? Stanno scrivendo la propria  pensione, più corposa di quella improbabile ed incerta  di un operaio.

Sogni erotici

"Dottore, mentre facevo l'amore con mia moglie mi è successa una cosa terribile! Pensavo ad un'altra donna"
"A volte può accadere. Che c'è di straordinario?"
"Ma io pensavo a Margherita Hack"

giovedì 12 marzo 2009

Highlander


Questa  è la prova evidente dell'immortalità del presidente Silvio Berlusconi, fotografato nel lontano 1929 a Montecatini Terme. Il signore con gli occhiali all'impiedi sulla destra è mio nonno.

martedì 10 marzo 2009

C'è merda e merda


Fortunato quel popolo che non ha bisogno di eroi diceva Bertolt Brecht. Più fortunato il popolo che non ha bisogno dei suoi miti, dico io. Recentemente la nostra amata Mina (il nostro mito musicale per eccellenza), che Roberto Benigni ha scherzosamente paragonato ad Osama Bin Laden, ha lanciato un nuovo album che ha dedicato al melodramma italiano. Dicono che cantare pezzi classici fosse stato da sempre il suo sogno. Quanti sogni irrealizzati per noi comuni mortali! Quante brave fanciulle che hanno studiato canto lirico non sapranno mai cosa significa venire ascoltate  da un semplice maestro, figuriamoci da una platea di gente. Ma loro non sono dee ed il massimo dell'esibizione sarà diventare "debuttanti allo sbaraglio" da Jerry Scotti alla "Corrida". I loro sogni non verranno realizzati con facilità.  E' opinione diffusa che il mito Mina "può fare della sua voce ciò che vuole", può permettersi al limite una stecca, perchè sarà sempre una stecca divina. Io non mi permetterò di dire, come ha sentenziato qualcuno, che Puccini, ascoltando "Nessun dorma" cantato dalla tigre di Cremona si sia rivoltato nella tomba,  penso che occorra soltanto "smitizzare". Anche gli artisti sono persone come noi: normali. Non è necessario che debbano fare per forza tutto loro, perchè "se lo possono permettere".  Il terzo millennio è iniziato con le vecchie abitudini prettamente italiane: creare miti, distruggerne altri, sentenziare, enfatizzare anche la morte di un artista, a volte anche per non doverne parlare più (Francesco De Gregori su Luigi Tenco diceva: "Altri ne hanno fatto un monumento per dimenticare un po' più in fretta"). Sino a quando non la finiremo di creare di ogni artista un mito, ciascuno di loro si sentirà in diritto di potere fare tutto ciò che vuole, perchè sa bene che l'alito che fuoriesce dalle proprie labbra ha un peso specifico diverso da quello di qualsiasi altra persona .

Nella foto in alto la famosa "Merda d'artista" del famoso Piero Manzoni. Uno dei 90 barattoli realizzati è stato venduto ad un'asta al prezzo di 124.000 €. Ogni uomo nel corso della propria vita produce tonnellate di cacca, ma non la comprerebbe mai nessuno. Nessun riferimento ad Anna Maria Mazzini, chiamata Mina, che è una delle migliori interpreti della storia della musica italiana.

martedì 24 febbraio 2009

Tu vo' fare l'italiano


lunedì 23 febbraio 2009

Altro che sinistra!



Questi due uomini sono riusciti, dopo tantissimi anni di maggioranza assoluta, a far cadere il governo Baudo. Il re è infuriato e lo dimostra in televisione in maniera sfacciata, colpendo a destra e a manca chiunque gli capiti.

domenica 22 febbraio 2009

Sincerità sanremese



Evviva la sincerità. Ne avevo auspicato il ritorno insieme alla semplicità, come nelle splendide trasmissioni degli anni ’60, ma mai ne avrei ipotizzato un ritorno immediato, addirittura a Sanremo. I miei complimenti a Paolo Bonolis, perché è il vero vincitore del festival. Cosa si è fatto rispetto il passato? Tutto, semplicemente tutto. Si è riusciti ad ironizzare sempre, si sono metabolizzate immediatamente sia le gaffes che le inevitabili stecche. Non si è speculato più di tanto sulle canzoni, o sui titoli ed i temi affrontati. Si è sgonfiato il caso Povia, praticamente subito, quando ci si è resi conto che non era una canzone contro i gay, semmai contro l’amore possessivo e le famiglie (non di fatto ma “sfatte”) che possono distruggerti la vita. Certamente, gli investimenti della Rai sono stati notevoli, ma molto, molto meno che nel passato. Penso che una delle ultime affermazioni di Veltroni prima delle dimissioni sia stata azzeccata: “ Meravigliarmi del cachet di Bonolis, perchè? Mi meraviglio dei cachet dei vincitori dei reality. I soldi di Bonolis sono sudati”. Ha vinto Luca Laurenti, che ha dimostrato ancora una volta che è un uomo di spettacolo completo (non sapevate che cantasse così bene?). Hanno vinto i giovani, finalmente. Ancora una piccola “scrollatina” ed i mostri sacri della musica italiana capiranno che devono dedicarsi a fare altre cose piuttosto che togliere spazio a chi urla con quanto fiato ha in gola, per quanta voglia ha dentro: la forza dei vent’anni. Ha vinto ancora una volta Roberto Benigni, ma si è dimostrato finalmente di non esserne dipendenti per raggiungere, con lui soltanto, gli auspicati picchi d’ascolto. Un bacio paterno ai vincitori, un “in bocca al lupo” per il futuro ed un ringraziamento infinito da parte mia: mi avete commosso. Non mi succedeva dai tempi di Sergio Endrigo. Il vero miracolo è, però, che io abbia seguito il Festival senza sbuffare, ma, soprattutto, senza dormire. In questi giorni il canone Rai mi è sembrato meno caro (un po’soltanto).

giovedì 12 febbraio 2009

Le giornate della memoria


"Historia magistra vitae", diceva Cicerone. Tutto ciò che è accaduto nel passato attraverso lo studio della storia potrà essere d'insegnamento nel futuro. Purtroppo non è così. Continuo ad essere scettico. La pulizia etnica, le guerre tra tribù, gli eccidi per motivi razziali o pseudo-religiosi continuano in tutto il mondo. La diversità fa sempre paura, crea odio . L'occidente forse ha compreso la portata dell'Olocausto, anche se molti imbecilli, in malafede, negano ancora tutto ciò che è avvenuto nei campi di sterminio. Per le generazioni future sono state create le cosiddette "giornate della memoria(o del ricordo)". Dopo il giorno della memoria della Shoah (27/1), è stata la volta del giorno del ricordo delle Foibe (10/2). Voglio spendere una parola in più sulle cosiddette foibe. A parte il fatto che c'è molta gente che non sa cosa siano, tanti altri non sanno cosa è avvenuto nella ex jugoslavia durante e dopo la fine della seconda guera mondiale. Per ordine del Maresciallo Tito sono state deliberatamente uccise migliaia di persone di nazionalità italiana, soltanto perchè abitavano nella zona della penisola d'Istria (ora Croazia). Si disse che fossero stati uccisi soltanto i fascisti, ma non è vero. Si disse che furono uccisi soltanto degli uomini, ma vennero uccise anche donne con bambini. Il beneficio di una morte istantanea era solo del primo a cadere colpito alla testa da un colpo di pistola. Gli altri, uniti tra loro da filo di ferro che ne lacerava i polsi, venivano trascinati giù ancora vivi nei burroni e lì sarebbero morti dopo atroci sofferenze. Un nome tra tanti: Norma Cossetto, violentata da 17 pseudo-partigiani per una notte intera e gettata ancor viva in una foiba. Per chi volesse approfondire ogni argomento, su internet c'è tanto da studiare. Mi voglio limitare a ricordare le vittime di serie B: tutti gli innocenti del terzo mondo che ogni giorno muoiono e non vengono nominati e mai saranno ricordati con una loro giornata della memoria.

sabato 7 febbraio 2009

Il giuramento di Ippocrate



Giuramento moderno di Ippocrate
Consapevole dell'importanza e della solennità dell'atto che compio e dell'impegno che assumo, giuro:
di esercitare la medicina in libertà e indipendenza di giudizio e di comportamento;
di perseguire come scopi esclusivi la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica dell'uomo e il sollievo della sofferenza, cui ispirerò con responsabilità e costante impegno scientifico, culturale e sociale, ogni mio atto professionale;
di non compiere mai atti idonei a provocare deliberatamente la morte di un paziente;
di attenermi alla mia attività ai principi etici della solidarietà umana, contro i quali, nel rispetto della vita e della persona, non utilizzerò mai le mie conoscenze;
di prestare la mia opera con diligenza, perizia, e prudenza secondo scienza e coscienza ed osservando le norme deontologiche che regolano l'esercizio della medicina e quelle giuridiche che non risultino in contrasto con gli scopi della mia professione;
di affidare la mia reputazione esclusivamente alla mia capacità professionale ed alle mie doti morali;
di evitare, anche al di fuori dell' esercizio professionale, ogni atto e comportamento che possano ledere il prestigio e la dignità della professione;
di rispettare i colleghi anche in caso di contrasto di opinioni;
di curare tutti i miei pazienti con eguale scrupolo e impegno indipendentemente dai sentimenti che essi mi ispirano e prescindendo da ogni differenza di razza, religione, nazionalità condizione sociale e ideologia politica;
di prestare assistenza d' urgenza a qualsiasi infermo che ne abbisogni e di mettermi, in caso di pubblica calamità a disposizione dell'Autorità competente;
di rispettare e facilitare in ogni caso il diritto del malato alla libera scelta del suo medico, tenuto conto che il rapporto tra medico e paziente è fondato sulla fiducia e in ogni caso sul reciproco rispetto;
di osservare il segreto su tutto ciò che mi è confidato, che vedo o che ho veduto, inteso o intuito nell'esercizio della mia professione o in ragione del mio stato;
di astenermi dall' accanimento diagnostico e terapeutico.

La vita è bella (in qualsiasi forma)

"Nel 1938, Hitler decise di mettere in atto quanto progettato, prendendo come occasione il caso di un bambino nato con gravi handicap ai coniugi Knauer. Sembrerebbe che il neonato fosse cieco, che, inoltre, i medici gli avessero diagnosticato anche una condizione di “idiotismo”, nonché sofferente di convulsioni. I genitori, dopo averne chiesto il ricovero, si rivolsero direttamente A Hitler perché concedesse l’autorizzazione a sopprimerlo. Il Fuehrer diede incarico al suo medico di scorta, Karl Brandt, di visitare il neonato, di consultare i medici precedentemente interessati alla vicenda e, qualora avesse riscontrato corrispondere al vero le condizioni che venivano denunciate nella supplica, di provvedere all’uccisione del bambino.Il bambino fu ucciso. Hitler decise quindi di dare ordine a Brandt e Bouhler, nominati suoi plenipotenziari per l’eutanasia infantile, di dare il via ad un apposito programma di soppressione dei bambini con difetti fisici o mentali."
Tratto da "Aktion T4 Eutanasia, le radici dello sterminio" di Aldo Pavia e Antonella Tiburzi


Successivamente il progetto, nato per i bambini deformi, venne esteso a tutti i disabili, di ogni età. Fu l'inizio dell'olocausto.

Si ringraziano gli autori ed il Comune di Roma – Assessorato e Dipartimento alle Politiche Educative e Scolastiche - Fondazione Memoria della Deportazione - ANED Roma

Nella foto le due sorelle Hensel (Abby e Brittany), che sono nate, vivono, un giorno moriranno insieme e, soprattutto, dichiarano di essere felici di vivere.

La vita è un dono. Nessun uomo ha diritto di togliere la vita ad un suo simile.

giovedì 22 gennaio 2009

Dio salvi l'America (non facendo il giro largo dal resto del mondo)


mercoledì 21 gennaio 2009

La vita oltre la vita


Non parlo del libro di Moody. Mi riferisco al tentativo, inascoltato (almeno nel nostro paese), di dare nuova vita alla plastica. Uno scienziato italiano, Giulio Natta, ha vinto il premio nobel per la chimica nel 1963, il compianto Gino Bramieri si divertiva e ci divertiva con la pubblicità del Moplen. Chi più, chi meno, ci si è resi conto una cinquantina di anni fa dell'importanza della plastica, o dei suoi derivati. Non possiamo vanificare gli sforzi di chiunque abbia contribuito al progresso, rendendo pericoloso tutto ciò che è stato scoperto. Ricordavo, l'altro giorno a mia moglie che quand'ero piccino i "vasini" erano costruiti in pesante metallo laccato, come le bacinelle e tante altre cose. La leggerezza della plastica: questo è progresso. La plastica bruciata produce diossina: il male del progresso. Possiamo avere anche gli inceneritori più sofisticati, ma il "cambiamento di stato" da solido a gassoso produce diossina. La diossina, per la cronaca, nel 1976 a Seveso fece ammalare di tumore moltissime persone e in pochi giorni morirono migliaia di animali. Dobbiamo dare il nostro, anche minimo, contributo per salvaguardare l'ambiente. Chi abita in comuni organizzati si serva degli appositi contenitori differenziati. Chi abita altrove si cominci a documentare, tanto per iniziare, su come cercare di muoversi, anche politicamente. Siamo delle goccie, non dimentichiamolo, ma insieme soltanto possiamo formare un mare. Cerchiamo di togliere di mezzo i politici che non salvaguardano la salute neanche dei propri figli.

martedì 20 gennaio 2009

Silvarack Berlubama

In questo storico giorno, anche il nostro Presidente sembra più bello ed abbronzato.

lunedì 19 gennaio 2009

Chi di "fuga da studio" perisce, di "fuga da studio" ferisce


domenica 18 gennaio 2009

Si può vivere anche senza Kakà (senza doppi sensi)

Se il campionato italiano ha potuto fare benissimo a meno di questo bravissimo calciatore in erba, non vedo perchè non si possa fare a meno di Kakà, considerato che il mondo è pieno di talenti, calcistici e no, da scoprire.

sabato 17 gennaio 2009

Ansia da borsa

Recentemente si è scoperto quanto l'ansia da recessione e da conseguenti problemi economici, possa creare seri problemi sessuali. Ho letto tempo addietro che invece la paura di morire nell'uomo e negli altri esseri viventi notoriamente scatena l'effetto opposto. Il perchè può anche ssere scontato, in quanto ogni animale in pericolo incombente di vita pensa a generare, per garantirsi un seguito. Devo dedurre che l'ansia non è paura, o quantomeno è una paura diversa, prolungata, quindi poco costruttiva. La recessione è un pericolo per la continuazione della specie, mentre, al contrario, la paura di un cataclisma o di una guerra è più produttiva (o più "riproduttiva") per tutta la razza umana. Morale della favola: speriamo che il Mib30, il Nasdaq, il Nikkei ed i nostri "rispettivi indici"comincino a risollevarsi al più presto, ma auguriamoci che sia sempre e soltanto per buone notizie.

giovedì 15 gennaio 2009

Pubblicità per autobus







mercoledì 14 gennaio 2009

Gomorra escluso

Siamo dispiaciutissimi per la mancata accettazione di Gomorra alla prima selezione dei migliori film stranieri candidati ad un prossimo Oscar. Il film di Matteo Garrone, apprezzatissimo da pubblico e critica, anche straniera, non è stato considerato tra i migliori 9 film. La mia solita domanda provocatoria: è un male o un bene? A chi giova far chiasso sulle tristi realtà del nostro paese? Perchè stimolare i detrattori del popolo italico, dando un'occasione per affibbiarci dei termini come "mafiosi" o "camorristi"? E se facessimo dei comunissimi film d'amore, ad esempio, e sperare in quelli per le nomination? Ne abbiamo avuti capolavori da oscar: Ladri di biciclette, Nuovo cinema paradiso, Mediterraneo, La ciociara, La strada, La vita è bella, Roma città aperta, Il giardino dei Finzi Contini. In nessuno di questi si sono spiattellati i nostri problemi. La Mafia è un problema molto grave, ma la violenza cruda nei film potrebbe non dare messaggi positivi o la considerazione che noi italiani onesti vorremmo. Anche Cannavaro, uomo e calciatore di mondo, sa che ogni straniero è portato, con troppa semplicità, a bollare gli italiani come tutti camorristi, perchè in ogni luogo della terra regna sempre la subdola e maligna dea dell'ignoranza.

domenica 11 gennaio 2009

I plagi ed i riplagi storici

Ci pensavo ieri sera, guardando "La Corrida". Non perchè la trasmissione sia un plagio di quella di Corrado, in quanto sicuramente ci saranno accordi tra varie parti per diritti d'autore ed eventuali royalty. Ci pensavo perchè ho visto il maestro Vince Tempera che ha preso il posto del maestro Pregadio, trombato dopo tanti anni di onorato servizio. Mi si domanderà: "Ma che c'entra Tempera con i plagi?" Provate ad ascoltare la canzone di Sailor Moon di tanti anni fa, scritta proprio da lui e noterete senz'altro una "leggerissima" somiglianza con il successo di Madonna del 1985 "La isla bonita". Ora, non voglio colpevolizzare il maestro. Era solo uno spunto per entrare subito nell'argomento "plagio musicale". Quante volte sarà capitato anche a voi di ascoltare una nuova canzone e di affermare: "Somiglia a............", oppure, "mi ricorda.........." Bene, non sembra, nè ricorda. La canzone è uguale e basta, senza mezzi termini. Lo sanno bene: Zucchero, Dalla, De Gregori, tanto per fare qualche nome "grosso". La canzone "Buonanotte fiorellino"altro non è che "Winterlude" di Bob Dylan http://www.youtube.com/watch?v=mDqU1UOnNHU. Qualche anno dopo lo stesso cantautore denuncia Gianni Morandi per avergli storpiato il famoso "walzeraccio di tre quarti"(come lui stesso amava definirlo), ma successivamente scrive una canzone "Prendi questa mano zingara" e riceve lo stesso trattamento da parte di Iva Zanicchi, o da chi per lei. Che dire di Lucio Dalla? La canzone "Caruso" altro non è che "Dicitencello vuie" musicata da Rodolfo Falvo su splendidi versi di Enzo Fusco, riveduta e corretta, mentre Zucchero riprende vecchi brani degli anni '60 e '70. Niente da dire, perchè lo sa fare molto bene. Un ritornello, l'inciso, o gli arrangiamenti. Ognuno copia quello che vuole o che può. Il perchè è semplicissimo. Meglio un motivo già orecchiabile per avere subito successo che nuove melodie da testare. Penso che a volte accada anche per caso. Anch'io, tanto tempo fa, quando componevo qualche cosetta, dovevo riconoscere che, "quel motivetto", ahimè, già esisteva. Certo non è il caso delle canzoni di Jovanotti dell'ultimo album....... Troppe analogie tra i suoi brani e quelli del cantautore spagnolo Alejando Sanz o dell'indimenticabile Rettore. Navigando su internet ho trovato anche un sito che parla dell'argomento, con molte chicche. Si tratta di http://www.plagimusicali.net/ . Nel sito si evidenzia quante volte una canzone possa venire plagiata negli anni. C'è da divertirsi! Un'ultima chicca, personale. Confrontate il ritornello di "Non ti scordar mai di me" con quello di "Left Outside Alone" di Anastacia. Sarà una mia impressione, ma mi sembrano uguali. Ognuno può divertirsi a trovare il proprio plagio. Il passo è breve con i plagi letterari, fotografici e concettuali, ma c'è da perdersi di casa. Meglio lasciare stare. Potreste trovare qualche mia foto concettualmente simile a quella di un altro.

sabato 10 gennaio 2009

Vorrei scrivere nel cielo

Il difficile non è scriverlo. Io ci sono riuscito, bene o male (quelli che sanno usare adobe photoshop meglio di me sicuramente avranno qualche cosa da ridire). Il problema è un altro. Chi lo leggerà? Chi ha veramente interesse che la parola "pace" possa essere pronunciata senza paura da ogni essere umano di questo incerto mondo? Che peso hanno le varie risoluzioni delle organizzazioni fantoccio che dovrebbero salvaguardare l'ordine mondiale? Io l'ho scritto. Tanti di noi sono pronti a scriverlo con me, ma purtroppo quelli che vorrebbero fosse letto sono sempre gli stessi: bambini innocenti che fuggono, mentre i "grandi" sono impegnati a giocare alla guerra.

sabato 3 gennaio 2009

I nuovi e vecchi eroi


Quand'ero piccolo ero affascinato dagli eroi. Quelli rappresentati nei libri di storia, quelli della prima guerra mondiale, ad esempio, come Cesare Battisti (nella foto), Fabio Filzi. Morivano per la patria e credevo fosse giusto farlo. Credevo nel valore della patria, credevo nelle istituzioni. Credevo che fosse un dare-avere scontato nella sua giustezza. Io do la vita per te, perchè sacrificare la mia vita serve a migliorare quella dei miei concittadini, dei miei familiari o per dare un futuro migliore ai nostri figli. Adesso che ho compreso tante cose, non la penso più così. La patria si prende la tua vita, ma non dà niente alla tua famiglia, se non una piccola medaglia. Credo sempre negli eroi, quelli di ogni giorno, quelli che vanno a lavorare e che per problemi molto più grandi di loro rischiano ogni giorno di rimanere a casa in cassa integrazione. Quelli sono gli eroi di oggi, come lo sono stati in ogni tempo. Le vere battaglie vengono combattute nel nostro paese, come in altri per potere "tirare a campà". Certo, le guerre, oramai "per giusta causa", "preventive" o contro ipotetici nemici che neanche esistono, vengono iniziate per potere creare gli eroi vecchia maniera: quelli che ritornano a casa dentro una casssa avvolta da una bandiera, col presidente che stringe le mani dei bambini che si sforzano di non piangere, perchè "devono essere forti", perchè il loro papà è morto per una giusta causa. Ad onor del vero, c'è da riconoscere che nel momento in cui accettano di rischiare la vita in un paese lontano, come l'Iraq, l'Afghanistan o il Libano sono consapevoli di potere diventare degli eroi, ma è soltanto, credetemi, per potere "campare la famiglia" dignitosamente, come l'eroe metalmeccanico, nè più, nè meno. Le missioni di pace o di guerra hanno creato un sacco di posti di lavoro.

mercoledì 31 dicembre 2008

Buon anno a tutti (Previsioni per il 2009)


Il nuovo anno è alle porte. Il 2008, anno bisestile, sta per terminare. Quel che è accaduto quest'anno era già accaduto negli anni passati ed accadrà negli anni a venire. Troppo semplice come affermazione? Non direi. E' tutto così ovvio che non se ne ricorda più nessuno e ci si ostina ad ascoltare le previsioni degli astrologi. Il capricorno troverà l'amore, il sagittario lo perderà. Di conseguenza, le ragazze sagittario si guarderanno bene dal presentare il proprio fidanzato ad una capricorno. L'affermazione più ridicola che ho ascoltato è quella di un noto astrologo televisivo. Alla domanda se questa o quella squadra di serie A di calcio possa nel 2009 migliorare la propria posizione in classifica ha così risposto: "Bisognerebbe sapere la data di nascita della società per fare il tema natale" Ora, che io sappia, il tema natale è caratterisico di ogni essere umano e non di un'azienda o di una società! Se così fosse, conoscendo la data di nascita di Fiat, saprei in quale anno cominciare ad investire nelle sue azioni. Mi sa tanto di "grande almanacco degli avvenimenti sportivi" del famoso film Ritorno al futuro 2. Ridicolo. Prendo spunto proprio da questo pseudo mago per pormi una domanda: "Che televisione avremo nel 2009?" Sempre più spazzatura o la recessione porterà la riscoperta di vecchi valori televisivi ormai morti? Si sperpererà ahinoi sempre per Sanremo, si scopriranno nuovi talenti (?) provenienti da qualche casa (sempre più chiusa nel senso stretto del termine) o da qualche isola deserta, ma piena di migliaia di telecamere, oppure si ritornerà al semplicissimo show televisivo che piace tanto sia alle famiglie che a coloro che storcono facilmente il muso? La politica cosa ci porterà? Cosa inventerà il presidente del consiglio per tranquillizzare sempre di più gli italiani? Se gli diremo che non c'è pane per mangiare, risponderà sorridendo che "in alternativa possiamo mangiare le brioches"? Si offenderà se non abbiamo stomaco per ridere alle sue battute? E il graziosissimo Obama: tra quanti mesi comincerà a bombardare l'Iran facendoci capire che non è cambiato niente? Queste sono le mie previsioni: non cambierà niente, nè in meglio, nè in peggio. La fine di un anno e l'inizio di uno nuovo non sono altro che convenzioni. L'anno della storia è iniziato quando è comparso il primo uomo sulla terra e auguriamoci che duri, bene o male, il più a lungo possibile. Auguri a tutti (quelli si fanno sempre e non si rifiutano mai).

domenica 14 dicembre 2008

Scusa Fabrizio


"Mi considero vittima di un drappello di Sioux, che dovevano dimostrare il loro valore e ai quali il popolo bianco non lascia altro modo per guadagnarsi da vivere”. Così scriveva Fabrizio De Andrè, parlando dei carcerieri che lo avevano segregato per ben quattro mesi insieme a Dori Ghezzi. Si disse che li perdonò, che non li denunciò neanche. Permettemi. Anche se tra un sequestro per quattro mesi ed uno di appena mezz'ora c'è una grandissima differenza, io non mi sento nè di perdonare, nè di giustificare, ma forse soltanto di capire. http://palermo.repubblica.it/dettaglio/Sequestrato-direttore-per-rapina-alle-Poste/1558993?ref=rephp Sono stato: prelevato sotto casa, minacciato di percosse, di avere distrutto la macchina e la mia abitazione "fino all'ultimo chiodo". Poi, quel che è più grave, minacce contro la mia famiglia. Non potrò mai più dimenticare quei lunghissimi brevi minuti. Il tempo mi aiuterà senz'altro, ma per adesso sono troppo scosso. Sono stato fortunato, lo riconosco. Non mi hanno picchiato, forse perchè sono stato "bravo", accondiscendente, perchè non ho cercato di fare l'eroe. Dicevo che posso capire. Capire che è una libera professione anche quella. Rischiosa e non sempre "produttiva". Si, ma io che c'entro? Sono solo uno strumento, lo so. La violenza non è solo fisica, però. E' una violenza subdola che ti lascia ferito dentro, che non ti fa, nel mio caso, ritornare la voce, dormire la notte se non con 20 gocce di tranquillante. Adesso? Come farò a guardare le persone in faccia, io che già ero riconosciuto in quella graziosissima frazione dove lavoro come "il direttore che babbia e che ride sempre"? Mi è stato detto che in fin dei conti è stata un'esperienza di vita. "Un giorno ci riderai su" mi hanno detto. Forse hanno ragione, ma adesso è troppo presto. Fabrizio, scusami, non la penso come te. Ci sono centinaia di indiani nel nostro paese che scendono di casa all'alba per guadagnarsi uno stipendio e migliaia che non sanno come campare la famiglia. Non posso comprendere chi manca di rispetto a tutti loro.

martedì 11 novembre 2008

I sogni possono avverarsi


mercoledì 1 ottobre 2008

La pigrizia è la morte dell'anima


La pigrizia è la mancanza di determinazione nel compiere un'azione di cui si riconosce l'importanza. Il termine pigrizia deriva verosimilmente dal greco parèsis, che significa indebolimento, indolenza, rilassamento.
Secondo la catechesi della Chiesa cattolica, la perseveranza di tale atteggiamento costituisce uno dei sette peccati capitali con il nome di accidia.
Altro sinomimo di pigrizia è ignavia, un atteggiamento che Dante condanna nella Divina Commedia al punto tale che pone questa categoria di anime al di fuori di tutto, anche delle porte dell'Inferno. Appare evidente il disprezzo che Dante prova per queste anime: non li ritiene neppure degni di entrare nell'Inferno, perché nessuno li vuole, e lo stesso poeta fa pronunciare a Virgilio la frase "Non ti curar di loro ma guarda e passa" (intendendo che la viltà di questi individui non li rende degni nemmeno di una parola).
"da Wikipedia"

giovedì 5 giugno 2008

E' veramente necessario?


E' veramente necessario fare questo? Scrivere il proprio nome in sovrimpressione per evitare di vedere le tue foto in un sito senza la scritta "foto di...."? Forse non ero stato abbastanza chiaro quando ho portato la pen drive con le foto al mio club. Non ho detto che per me la fotografia è "professione"e che per questo desideravo essere citato. Tra l'altro, prima di postare su flickr le foto relative agli incontri di tennis del mio club mi sono pure documentato. Essendo personaggi pubblici, gli atleti possono essere fotografati senza liberatoria. Io invece avevo chiesto solamente di aggiungere il mio nome. Mi serva da lezione.

domenica 1 giugno 2008

De amicitia




Saepe accidit amicorum veterorum ut taedio afficias et plus eos vitios quam virtutes observas. Tum, cum magno ardore animi, te tradit novis amicis et cum eis multum tempum consumis. Laetor es vitaque magis pulchra apparet. Post multum temporem, tamen, indifferentiae novis amicis intellegit et eos esse semplices conoscentes colligit. Tunc ad veteros amicos redias et totum tuum tempum cum eos recurres.

sabato 24 maggio 2008

Siamo noi i colpevoli!

Liberatela! Lasciate che la signora Franzoni possa riabbracciare i propri figli. Non è giusto che marcisca in cella! Ha, "solamente", ucciso un figlio in un momento di rabbia, negato l'evidenza dei fatti, accusato ingiustamente persone innocenti, cercato di depistare gli inquirenti durante i rilievi dei RIS creando delle false prove. Siamo noi i colpevoli. Non è giusto che venga trattata male e non accettata dalle altre carcerate che le gridono: "assassina". Quale pericoloso precedente se mollassimo proprio adesso che il processo è definitivamente terminato! A parte questo, io parlerei di "mancanza di rispetto". Sicuramente nei confronti di chi soffre in galera per essere stato condannato ingiustamente o, peggio, in alcuni stati viene condannato a morte. Non è giusto nei confronti delle tante mamme che , ucciso il proprio bambino, non hanno resistito al dolore e alla vergogna e si sono tolte la vita. Non è giusto, principalmente, nei confronti del piccolo Samuele che aveva una lunga vita davanti a sè. E pensare che l'avremmo anche perdonata se avesse ammesso tutto fin dall'inizio, prima che pensasse con fredda deliberazione di mettere al mondo un'altra creatura. Meditate, gente meditate e prendetevi le vostre responsabilità, ma per favore abbiate il buon senso di non uscire fuori in piazza per manifestare con Amnesty International contro l'esecrabile pena di morte, perchè la negazione della giustizia è una colpa altrettanto grave.

domenica 18 maggio 2008

Il punto (con una lacrima sugli anni '80)


Ho scattato foto e ne ho guardato molte in questo periodo (mie e degli altri). Non ho scritto niente. Ho pensato molto. Ho fatto il cosiddetto "punto della situazione", guardando sempre avanti, senza recriminazioni sul passato (trappola mortale nella quale sono caduto tante volte nella vita). Certo, ho guardato tante foto del passato, ma questa è un'altra storia. Ho pensato tanto agli anni '80, classificandoli come "il mio medioevo". Voglio precisare una cosa. Nei secoli passati si è discusso tanto sul medioevo (quello vero) e lo si è rivalutato. Non più un periodo oscurantista, scevro di ingegno, ma un'era durante la quale l'uomo ha preparato il campo all'era illuminista (Jacques Le Goff). Ebbene, il mio medioevo, pardon gli anni '80, è stato molto denso di avvenimenti che hanno preparato il campo al mio futuro. Apparentemente, non è avvenuto niente di positivo, ma ho costruito "me". Purtroppo nel 1985 ho perso mio padre. Quante cose avrei voluto mostrargli di me! Tre mesi dopo la sua fine sono stato assunto alle poste (concorso nel quale credeva tanto, visto che i miei studi universitari andavano molto a rilento). Cinque anni dopo ho conosciuto la mia futura sposa che avrebbe apprezzato tanto, sicuramente. Chiusa parentesi. Nel 1985 ho "conosciuto" anche Stromboli. L'ile de Dieu, come scrisse Rossellini nel titolo del suo film. Ho cominciato da lì a conoscere il mondo e non virtualmente come si usa adesso. Ho cominciato a frequentare: i mille ceti, le mile razze, le mille teste. Anche il mio lavoro mi ha aiutato tanto in questo. Anche il servizio di leva. Già! Nel 1985 sono partito per fare il soldato. Quante cose in un anno! Fondamentale. Lì ho conosciuto anche i primi furbi, i primi ladri, i primi ruffiani, i primi culattoni. Ho conosciuto il mondo. Mio fratello mi aveva preannunciato che il servizio militare era un "microcosmo". Non c'era mio padre per le ultime raccomandazioni finali, quindi mi parlò lui. Certo, ho conosciuto la vita. Sono uscito per la prima volta da casa, lontano per mesi a centinaia di chilometri. Non ho avuto particolari traumi per questo. Vedevo tanti militari accanto a me soffrire tantissimo per la lontananza. C'era chi, per telefono, raccontava alla propria ragazza tutti i problemi perchè "era giusto che soffrisse insieme a lui"!. Si rideva tantissimo, però. Quello si. C'era quindi anche tanta spensieratezza. Si ascoltava tanta musica che mi è rimasta dentro per sempre. Chissà, forse perchè (lo ammetto) è stato un periodo indimenticabile.

martedì 25 marzo 2008

Sbadato. Ladro muore schiacciato dalla cassaforte

Notizia di stamane su TgCom. Anche il modo di fare giornalismo è cambiato, ma nessuno parla mai di malgiornalismo, specialmente in un paese dove non si può più neanche morire di morte naturale, perche sicuramente si è vittime di malasanità. Accorpare le notizie di un morto per overdose e di un seno rifatto è una cosa normalissima. Quanti secondi hai a disposizione per riflettere su ciò che di più brutto è accaduto? La notizia di stamane per me è un esempio di "malgiornalismo".Un ladro è morto schiacciato dal peso della cassaforte che stava rubando. Che c'è di strano nella notizia? L'ironia. Anche la morte di un ladro ha bisogno di dignità. Non si può scherzare sulla sua "sbadataggine".Non è un caso che questa notizia provenga da una testata berlusconiana. Non dimentichiamoci quando uno dei candidati alla presidenza ironizza sul precariato invitando una ragazza a sposare un ricco per risolvere i propri problemi. Di esempi ne potrei fare a bizzeffe. Certo, ci si può vantare il giorno dopo che il proprio sito sia stato visitato da migliaia di persone, che ormai leggono di sfuggita ogni notizia difficile, per poi soffermarsi più a lungo in quella "leggera". Ecco perchè la caduta di una cassaforte deve diventare un fatto comico, per cui riderci su, quasi come se fosse un cartone di Tom e Jerry. Oh si. Era un delinquente, un ladro. Possiamo riderci sopra, come fa Fiorello sulle disgrazie dei politici, dei calciatori o dei presentatori. Lascio il dibattito sul fenomeno ai sociologi. Io voglio solo lamentarmi che oggi si sia ironizzato su di un povero disgraziato che è morto mentre era "nell'esercizio delle proprie funzioni". Guarda! Ho ironizzato anch'io. Domani il mio blog avrà sicuramente più successo.

martedì 18 marzo 2008

Atlantide


Questa foto, come tante, ha bisogno di una canzone per rivestire un profondo significato, una serie di inebrianti sensazioni di tanti anni fa, quando dopo cena ci si riuniva e si parlava, si beveva (il famoso Gin di ginepro di casa di Vito), si brindava "a Nick" come in un indimenticabile film di Michael Cimino, si suonava una serie di brani, a scaletta, perchè erano le canzoni che amavamo di più (non le solite che vogliono sentire gli amici quando si è tutti attorno ad un fuoco e tu sei l'unico disgraziato che sa suonare la chitarra e sei costretto a prostituirti, perchè suoni anche le canzoni che ti fanno schifo). Poi, ad un tratto, non importa da chi venisse l'iniziativa, cominciava come da magia un arpeggio, un accordo in fa maggiore e le due chitarre suonavano all'unisono. Sembrava l'arrangiamento originale (non serviva aver bevuto per crederlo). Atlantide. Grazie Marco, grazie Vito. Grazie per quei momenti, e , tutti insieme: "Grazie Francesco"


Atlantide (Francesco De Gregori)

Lui adesso vive ad Atlantide
con un cappello pieno di ricordi;
ha la faccia di uno che ha capito
ed anche un principio di tristezza in fondo all'anima.
Nasconde sotto il letto un barattolo di birra disperata
e a volte ritiene di essere un eroe.
Lui adesso vive in California
da sette anni sotto una veranda ad aspettare le nuvole;
è diventato un grosso suonatore di chitarre
e stravede per una donna chiamata Lisa.
Quando le dice: «Tu sei quella con cui vivere»
gli si forma una ruga sulla guancia sinistra.
Lui adesso vive nel terzo raggio
dove ha imparato a non fare più domande del tipo:
«Conoscete per caso una ragazza di Roma
la cui faccia ricorda il crollo di una diga?
Io la conobbi un giorno ed imparai il suo nome
ma mi portò lontano il vizio dell'amore».
E così pensava l'uomo di passaggio
mentre volava alto nel cielo di Napoli:
«Rubatele pure i soldi, rubatele anche i ricordi
ma lasciatele sempre la sua dolce curiosità.
Ditele che l'ho perduta quando l'ho capita,
ditele che la perdono per averla tradita».

Le mani avanti







Qualche giorno fa ho insegnato a mio figlio a mettere le mani avanti per evitare di sbattere la faccia. Mio padre l'ha insegnato a me. Ogni padre lo insegna al proprio figlio. Imparerà da solo a mettere le mani avanti per giustificarsi. Questo non devo insegnarglielo. Dipenderà dal carattere, dal modo di porgersi agli altri, quando capirà che è difficile mantenere quello che si promette. In questi giorni di campagna elettorale, facce sorridenti e rassicuranti promettono, presentano programmi o, addirittura,strappano i programmi altrui. Silvio Berlusconi in questi giorni ha cominciato a parlare di "difficile eredità della sinistra", di periodo difficile a causa della "recessione americana che investirà anche noi". E'chiaro che ha intuito di potere vincere le elezioni, ma ha cominciato a mettere le mani avanti. Mi rendo conto che i tempi non sono facili. Speriamo che chiunque vinca le prossime elezioni si sbracci le maniche per lavorare sodo come fa ogni italiano. Non abbiamo bisogno di giustificazioni, di mani avanti. Abbiamo bisogno solo di sentirci governati bene, per non continuare a "cadere", visto che siamo in discesa libera.

sabato 15 marzo 2008

Protesto, ergo sum


"Che ti lamenti a fare? Qui non cambierà mai niente". Solita frase fatta ed inconcludente. Non dimentichiamo che la protesta moderata è un'azione civile. Perchè rinunciarci a priori? Intendiamoci. Non è un invito a sbraitare e litigare per un parcheggio, mettendo a repentaglio la propria e l'altrui incolumità. Perchè invece non iniziare un'azione silenziosa e non violenta? Un semplice gesto potrebbe quantomeno fare riflettere qualcuno. Un biglietto nel parabrezza. Un semplicissimo biglietto con una semplicissima frase: multa simbolica. Non occorre attrezzarsi di chissà cosa. Basta un pezzo di carta, anche riciclato, ed una penna e si lascia lì, sotto il tergicristallo della macchina dell'incivile di turno.

venerdì 14 marzo 2008

giovedì 13 marzo 2008

L' amore è..........


Non chiedere amore a propria immagine e somiglianza. L'amore si esprime come si vuole o si può

mercoledì 12 marzo 2008

Attori incompresi


Che Fiorello sia un grande showman è arcinoto. Io ed i miei abbiamo riso con le lacrime agli occhi, ascoltando degli spezzoni della sua trasmissione durante il nostro indimenticabile viaggio dell'anno scorso in Umbria. Dopo il successo delle imitazioni di Bongiorno, Camilleri e Califano, quest'anno è la volta della caricatura di Toni Sperandeo, che viene rappresentato come un attore in cerca di una nuova identità, perchè desideroso di scrollarsi definitivamente di dosso il clichè di "attore solo buono per fare il mafioso". Un Toni Sperandeo che si sente incompreso, perchè i registi non si rendono conto che "lui è un attore che può ricoprire qualsiasi ruolo". Ebbene, Fiorello ha l'abitudine di invitare le proprie "vittime" durante la trasmissione radiofonica. Sperandeo ha accettato l'invito e, sicuramente per divertire il pubblico, ha cominciato ad uscire fuori una serie di frasi e doppi sensi di innegabile cattivo gusto, mettendo in mostra la parte peggiore della propria palermitanità. A chi è servito? Cosa cambierà per lui? Sicuramente a qualcosa è servito. Gli ascolti della trasmissione andranno sempre meglio, perchè ormai il trash fa sempre più audience, continueranno a dare all'attore sempre il ruolo di cattivo mafioso o di duro poliziotto del sud, mentre lui continuerà a sentirsi "eterno incompreso". Poi, ogni radioascoltatore, "che intende ciò che vuole intendere e che vuol capir quel che gli conviene", sarà felice di poter pronunziare l'acronimo: SVQP. Cioè: Sono Volgari Questi Palermitani. Peccato. Un'occasione perduta per tutti.

domenica 9 marzo 2008

8 marzo festa delle donne

Un pensiero ad ogni donna che lavora e si sacrifica ogni giorno e soffre in silenzio per il bene di chi le sta vicino, con l'annientamento totale di se stessa.

venerdì 7 marzo 2008

Un altro giorno è andato.......


Sta finendo anche questa settimana......... Due frasi. Due autori: Francesco Guccini e Lucio Dalla. Due grandi. Prendo spunto, constatando che il tempo passa velocemente. Questa settimana mi sembra di non avere fatto niente d'interessante. Magari gli altri diranno che non è vero e li ringrazio. Ho sbrigato qualche pratica in ufficio, aiutando qualche persona in difficoltà. Non ho giocato neanche un giorno a tennis e questo è grave. Ho perso qualche grammo ancora di peso. Ho cercato di consolare il piccolo che la notte sogna "i mostri". Beh, qualche cosa l'ho fatta. Domani è l'8 marzo ed è la festa della donna, ma io ricorderò che 23 anni fa mio padre se ne andava. Caro papà, come vedi in ventitrè anni ho fatto tante cose. Ho una moglie e due figli, ho un lavoro e sto a lamentarmi come tanti per le tasse, la vita troppo cara ed il traffico. Ma principalmente, mi lamento, stupidamente lo riconosco, dello scorrere inesorabile del tempo. Ciao.

Così è la vita

Silvio Berlusconi è veramente in gamba. Capisce più lui di comunicazione che chiunque altro. Aveva chiesto ad una persona di candidarsi, perchè ne conosceva lo spessore mediatico. Innanzi tutto, l'immagine. Poi la simpatia e la tranquillità che emanava all'interno del proprio focolare domestico. L'immagine della buona madre di famiglia, sempre pronta ad accudire alla propria bambina. Soltanto che, molto garbatamente, la persona in questione ha rifiutato. Ha ringraziato molto educatamente ed ha dovuto ammettere che la politica non era affar suo. Chissà se l'avessero fatto tante altre persone, che molto garbatamente, anche loro, hanno accettato l'invito e sono andate a finire a Montecitorio. Persone che, intendiamoci, hanno visto più in là della propria preparazione di base in politica. Mi ripeto ancora: ah se l'avessero fatto. Comunque avrei una proposta. Non me ne voglia il Dott. Berlusconi. Perchè non proporre ad Aldo, Giovanni e Giacomo di candidarsi per le prossime elezioni? Nel caso in cui venissero eletti, potremmo affidargli un ministero. Pensateci, con tre pennuti come ministro, i trasporti potrebbero senz'altro andare meglio. Chiedo venia.

lunedì 3 marzo 2008

Non prendeteci in giro

Per favore non prendeteci in giro. Non nascondete l'evidenza. Tutti sanno che siete stati voi ad uccidere per motivi superficiali. Perdonare? Mai. Non si può perdonare chi uccide un bambino che non crescerà mai. In quest'era di disordine, vorrei che introducessimo un nuovo reato. La pena dell'ergastolo per chi vieta ad un bambino di crescere, per chi toglie dei bambini al nostro paese, alla nostra società ormai piena di anziani. La pena recuperatrice, non me ne voglia Cesare Beccaria, applichiamola per i reati minori. Costruiamo un nuovo monumento, più grande di ogni altro, che rappresenti l'infanzia violata.

giovedì 28 febbraio 2008

Il primo amore non si scorda mai



Non ho voglia di sorridere


Non ho voglia di sorridere dopo il ritrovamento dei due fratelli di Gravina. Non si può morire così a causa della cecità dei "grandi". La verità è sempre così semplice che ogni essere umano cerca di complicarsela. E pensare che erano a pochi passi da casa. Sembra, tra l'altro, che un bambino abbia parlato ad un funzionario di polizia dell'esistenza di alcuni pozzi dove i bambini si recavano per dimostrare ai coetanei di "essere coraggiosi". E pensare che ci si è accaniti così tanto contro un "genitore violento e cattivo". Ormai, secondo alcune trasmissioni televisive, non si può cadere dentro un pozzo, non si può scivolare. Si è stati sicuramente rapiti. L'audience ci obbliga ad immaginare un bambino scomparso in qualche città lontana migliaia di chilometri da casa, in compagnia di chissà quale orca cattiva desiderosa di un figlio proprio o di chissà quale pedofilo. Ma sono in fondo ad un pozzo. Un bellissimo film che ho visto più volte e rivedrò chissà quante volte: Il silenzio degli innocenti. Il dottor Lecter aiuta Clarissa nelle indagini, suggerendole che la prima vittima di un serial killer è sempre il primo oggetto dei suoi desideri repressi. Quindi: la scoperta della verità nasce dalle considerazioni più semplici. Purtroppo a Gravina, evidentemente, quel film non l'hanno mai visto.

lunedì 25 febbraio 2008

Stasera ho ricevuto elogi da parte di due maestri di tennis per qualche bel colpo. C'è chi paragona i complimenti dei maestri di tennis a quelli delle prostitute, che gratificano il cliente "per le prestazioni", cercando di arruffianarselo. Io non sono così scettico, non amo generalizzare e poi sono veramente soddisfatto di come ho giocato, sebbene abbia commesso anche errori grossolani. Sufficienza piena.

domenica 24 febbraio 2008

Tennis Club Palermo 2 - Campo 4

Uova in camicia


lunedì 18 febbraio 2008

Vulcano Attivo




Perchè il vulcano attivo? Sicuramente è un simbolo. Quello che sono: uno che pensa tanto, che parla molto, ma che agisce con molto disordine perchè non ha una "scaletta". Ecco il vulcano allora, che erutta, che getta la lava attorno a sè, ma, purtroppo ed inevitabilmente, in maniera molto disordinata e scomposta. Questo spazio diventa quindi un tentativo di ricerca nel trovare un po' di ordine, nel cercare cosa fare o cosa tralasciare nell'arco della giornata che, dico sempre, dovrebbe essere di 48 ore. Ho ricostruito da poco alcune mie priorità, dopo un periodo di maggiore disordine, di maggiore "attività stromboliana". Ho ripreso la fotografia che avevo abbandonato, gioco di più a tennis e cerco sempre di migliorarmi.